Kaballà
Il compositore siciliano Pippo Rinaldi, in arte Kaballà, inizia la sua carriera musicale con “Petra Lavica” (CGD 91), un album nel quale la ricerca volta alla valorizzazione delle radici musicali della sua terra d’origine si unisce ad un interesse per le musicalità tipiche dei paesi orientali. Un lavoro che è ancora oggi una pietra miliare di quel genere musicale che fonde elementi stilistici della musica popolare, del rock, della world music con i tipici accenti della melodia italiana. Fin dal suo esordio viene notato dalla critica per la forza poetica delle sue canzoni.Nel 91 partecipa al Festival Tenco e l’anno seguente è ospite al Premio Recanati, i più importanti eventi italiani dedicati alla canzone d’autore.
Nello stesso anno Kaballà inizia la sua collaborazione con il cinema: Francis Ford Coppola lo sceglie per scrivere una serenata in siciliano per il film “Il padrino III” liberamente ispirata dalla colonna sonora del grande NIno Rota.
Lo stile e Il percorso intrapreso alla ricerca di contaminazioni di stili musicali, ispirazioni letterarie e dialetto siciliano continua nell’album “Le Vie dei Canti”, un lavoro che acquista una connotazione pop più marcata. Lo stile e le sonorità tipiche della musica di Kaballà si ritrovano ancora una volta nella magia del grande schermo: nello stesso periodo infatti compone la colonna sonora del film italo-russo “La Delegazione” di Alexander Galin.
Nel suo terzo album “Lettere dal fondo del mare” Kaballà abbandona quasi del tutto il dialetto siciliano evidenziando la sua grande passione per la canzone italiana d’autore e per le atmosfere del rock elettroacustico americano, dando vita a brani dalle liriche intense e dagli arrangiamenti ricercati. Tra un concerto e l’altro sperimenta sonorità elettroniche per comporre la colonna sonora del cortometraggio “Amati matti” di Daniele Pignatelli, che approda nel ‘97 al Festival del Cinema di Venezia vincendo un premio della critica.
Per Kaballà questi sono anni di attività intensa e versatile. Il CD live “Astratti Furori” prende il titolo da uno dei due brani inediti contenuti nell’album, che è una raffinata antologia delle sue migliori canzoni, riproposte in versione unplugged durante una tourneè siciliana. In Astratti Furori si riappropria delle sue radici (Kaballà vive da molti anni a Milano) e ripropone le sue canzoni nella loro essenza, con arrangiamenti che ne esaltano la poesia e la carica emotiva. Queste canzoni sono in parte riprese e rielaborate nello spettacolo teatrale Canto di Terra, di cui Kaballà è co-autore e protagonista e che ancora oggi viene rappresentato. L’opera non è un semplice concerto, ma una forma originale di spettacolo sulla Sicilia che unisce in forma di “cantata popolare” musica, teatro e letteratura. Fin dagli esordi Kaballà firma molti brani interpretati da altri artisti (Anna Oxa, Carmen Consoli, Brando, Grazia Di Michele, Susanna Parigi, etc.) e nel 1999 consacra la sua carriera di autore con un brano che arriva secondo al Festival di Sanremo.
A cantarlo è la straordinaria voce di Antonella Ruggiero, per la quale scrive tutti i testi dell’album “Sospesa”. Sono gli anni in cui Kaballà si cimenta in campi musicali totalmente nuovi. Nel 2000 è co-autore insieme al regista Romy Padovano di tutti i brani inediti del musical “Eppy, l’uomo che ha costruito il mito dei Beatles”, di cui è anche supervisore musicale. L’opera è una originale ricostruzione della storia dei Beatles vista dagli occhi del loro manager Brian Epstain, un musical interamente italiano che ancora oggi viene rappresentato con successo in tutta l’Italia. Il 2001 lo vede anche produttore artistico insieme a Cesare Basile dell’album Reverse (Zomba 2002), disco d’esordio del giovane cantautore Pietro De Cristofaro. Dopo aver spaziato in vari campi musicali e sperimentato nuove vie alla canzone d’autore, Kaballà si riappropria del dialetto siciliano, dei riferimenti letterari e degli echi etnici che hanno caratterizzato le sue prime composizioni, dando vita a un nuovo progetto che anticipa il suo futuro musicale.
Lo spettacolo dal vivo “L’Arca Triangolare” è una originale performance che mescola musica d’autore, teatro e immagini ed è per l’artista una nuova dedica alla Sicilia e il preludio di un nuovo album. Nel 2003 Kaballà ritorna al musical con l’adattamento in italiano di tutte le canzoni di “Fame”, spettacolo che in Italia si rivela essere un grandissimo successo di pubblico. Nello stesso anno si consolida il sodalizio artistico con l’amico Mario Venuti, con il quale inizia un’intensa collaborazione nella scrittura di brani d’autore. Insieme a Venuti approda a Sanremo 2004 come autore con il brano “Crudele” che vince il premio della critica e diventa un grandissimo successo radiofonico e firma altri brani dell’album “Grandi Imprese”. Parallelamente approda nel mercato discografico internazionale grazie alla collaborazione con l’autore inglese Frank Musker: firma tutti gli adattamenti in italiano di famosissimi brani pop (R.E.M., U2, Elton John, ecc.) interpretati in chiave lirica dal tenore inglese Tony Henry ed è autore di un brano dell’album “Closer” del giovane tenore americano Josh Groban, per mesi in vetta alla top ten degli Stati Uniti. Kaballà partecipa come autore a Sanremo 2005, ancora una volta in coppia con Mario Venuti.
Con il brano “Echi d’infinito”, firmato dai due artisti siciliani, la bravissima Antonella Ruggiero vince il primo posto nella categorie “donne”. Sempre nello stesso anno inizia una collaborazione con Eros Ramazzotti e firma alcuni brani dell’album “Calma Apparente” tra cui il famoso singolo “I Belong to you” Che Ramazzotti canta in duetto con Anastacia. Ancora un Sanremo, sempre in coppia come autore con Mario Venuti. È lo stesso Venuti che partecipa alla gara canora con il brano “Un altro posto nel mondo” che diventa subito un hit radiofonico. Con l’uscita dell’album “Magneti” si consolida sempre più la stretta collaborazione tra i due cantautori siciliani. Molti dei brani sono infatti frutto di una felice scrittura a quattro mani.


