Giampiero Mughini
Luoghi, Donne, Uomini e libri che raccontano l’Italia degli ultimi 50 anni.
Da anni personaggio pubblico di clamore, Giampiero è impegnato da sempre come testimone della crescita e del cambiamento degli scenari socio-politici del nostro paese, testimonianza ne sono i numerosi libri pubblicati negli anni (il nome del tour nasce proprio dal titolo di uno dei suoi successi letterari), i cui protagonisti sono personaggi di rilievo della scena politica, dello spettacolo e della koiné italiana, raccontati dall’autore tramite aneddoti testimonianze tracciando le linee del percorso che il belpaese ha solcato negli ultimi anni.
Un uomo che ha avuto la fortuna di vivere i suoi vent’anni nei Sessanta è giunto all’ultimo tratto della sua vita, al tempo in cui va messo ordine nella memoria. In scena parla e cammina. Un po’ parla a se stesso, un po’ si rivolge al pubblico; per un po’ si confessa, per un po’ cerca di spiegare.
Lo spettacolo sarà una ricostruzione dei ricordi che legano l’autore a luoghi, persone e fatti che hanno segnato la sua crescita di uomo e di letterato, crescita che egli stesso individua in tre “segmenti” fondanti. Tre passaggi, tre luoghi assieme fisici e simbolici, cui ancorare la memoria:
Il primo, quello della scoperta delle nuove libertà, di una nuova cultura, di nuove possibilità e sfida tra uomini e donne e dunque di una nuova sensualità, è una discoteca famosa nella Roma degli anni Sessanta, il Piper di via Tagliamento, lì da dove eruppe la gloria di Patty Pravo, una delle dee del femminile moderno. Ragazzi dai capelli lunghi e ragazze dalle gonne cortissime la frequentavano come fosse un tempio dove celebrare un nuovo linguaggio, il linguaggio di corpi che si erano fatti affilati e brucianti. Danzare al Piper era assieme una via crucis dell’anima e uno svelarsi a se stessi: scoprire di avere vent’anni in un mondo nuovo, in un mondo in cui tutto sembrava possibile e a portata di mano.
Il secondo passaggio è la casa milanese di via Cherubini da dove il commissario Luigi Calabresi uscì alla mattina del 17 maggio 1972 (ed erano passati appena sette anni da quando era nato il Piper, sette anni lunghi un secolo da quanto l’Italia si era fatta drammatica), poco prima che un killer gli si accostasse alle spalle e gli sparasse due colpi di pistola, uno alla testa e uno alla schiena. Il sorriso e la leggerezza dei Sessanta erano spariti d’un colpo il 12 dicembre 1969, quando una bomba esplose in una banca milanese a Piazza Fontana provocando 17 morti. Una bomba che venne attribuita a un ballerino di nome Pietro Valpreda, un anarchico. E mentre alla questura di Milano, dove Calabresi era il capo della squadra politica, l’interrogatorio del ferroviere Giuseppe Pinelli (anche lui anarchico) stava durando da quattro giorni e fino alla notte tra il 15 e il 16 dicembre, quando Pinelli cadde giù dal quarto piano della questura di Milano, dall’ufficio di Calabresi. Contro il quale monta una campagna allucinante che lo indica come il capo-torturatore e fino all’omicidio del 17 maggio. Un omicidio i cui autori, un commando di Lotta continua, saranno individuati 38 anni dopo. E anche se l’Italia è ancora divisa su quelle sentenze.
Il terzo passaggio è una casa romana, la casa eretta negli anni Cinquanta lì dove c’era stato l’ospedale da campo in cui era morto Goffredo Mameli nel 1849. E’ la casa in cui Giampiero Mughini è arrivato nel gennaio 1970, con seimila lire in tasca, a cercarvi un’identità nel mondo e nella professione. Quella casa l’ha lasciata dopo 32 anni, nel maggio 2002, ed è stata la casa di una vita, la casa in cui è divenuto l’uomo che è: non Napoleone, eppure uno che a guardarsi nello specchio al mattino non ha niente di cui vergognarsi. Gli amici che entravano come in un luogo conosciuto e riconosciuto da una generazione, le donne i cui polpacci saettavano nel montare le scale che portavano dal primo al secondo piano, i libri che conquistavano una stanza dopo l’altra, l’amico accusato di terrorismo che Mughini ospita a lungo, la stanzetta dove era ospitata la madre che veniva due volte all’anno dalla Sicilia e che adesso non c’è più, e mentre gli anni di piombo cedono il passo all’euforia degli Ottanta e poi arriva Tangentopoli e poi …
Spettacolo di e con: Giampiero Mughini
Regia: Alessandra Flamini
Musiche in scena: Cinzia Gangarella


